Sol LeWitt

Sol LeWitt è stato una delle figure chiave dell'arte concettuale e minimalista del XX secolo. Nato a Hartford, Connecticut, nel 1928, ha studiato Belle Arti alla Syracuse University prima di trasferirsi a New York, dove ha lavorato come grafico e assistente presso il Museum of Modern Art. Dopo il servizio militare in Giappone e Corea tra il 1951 e il 1952, ha iniziato a sviluppare il suo linguaggio artistico, inspirandosi dalle teorie del Bauhaus e dal Costruttivismo russo. LeWitt era molto affascinato dalle figure geometriche semplici, soprattutto il cubo.
Negli anni Sessanta, LeWitt ha esposto con artisti minimalisti come Carl Andre, Dan Flavin e Donald Judd, ma la sua pratica si è distinta per un approccio più concettuale. In effetti, le sue strutture modulari e i Wall Drawings (disegni murali realizzati da assistenti seguendo istruzioni precise) dimostrano che, per lui, l'arte era più un'idea che un oggetto fisico. Diceva: "L'artista è come un compositore: non deve suonare ogni strumento".
Nel 1967, in una lettera Eva Hesse realizzò il manifesto dell'arte concettuale; incoraggiava l'artista a non temere il fallimento, invitandola a creare senza troppe preoccupazioni: "Fallo e basta. Se è buono, è buono. Se è brutto, non importa, almeno hai fatto qualcosa". Questo spirito di libertà creativa influenzò molti artisti.
Nel 1976 si trasferisce a Spoleto, in Italia, dove il contatto con l'arte rinascimentale influenza l'uso del colore nelle sue opere. Parallelamente, continua a esporre nei più prestigiosi musei internazionali, tra cui il MoMA di New York, la Tate Modern di Londra e il Centre Pompidou di Parigi.
Figura riservata, LeWitt ha sempre evitato il protagonismo, rifiutando di firmare autografi e lasciando che le sue opere vivessero indipendentemente da lui. Le sue opere sono presenti nelle collezioni dei maggiori musei del mondo e il suo lavoro continua a influenzare generazioni di artisti contemporanei.